Il Montello

Il Montello è una collina davvero unica. La sua forma fa pensare ad un’isola verde immersa nell’alta pianura trevigiana ove la natura, la storia e l’enogastronomia offrono mille opportunità di vivere indimenticabili esperienze.

Confinante con il Patrimonio Mondiale Unesco delle Colline del Prosecco è un luogo dove l’ambiente e la tradizione si incontrano, e la memoria e l’innovazione sono in equilibrio.

Elementi geografici

 

Il colle ha forma di un’elisse e si estende per circa 13 km da est ad ovest. Raggiunge la quota massima di 369 metri sul mare e i dislivelli sono dolci garantendo quindi accessibilità in ogni stagione. A nord è lambito dal fiume Piave.

Elementi geologici

 

Geologicamente il Montello è unico. È costituito da conglomerati sui quali ha agito l’erosione carsica. L’intera superficie è costellata di doline, cioè ampie conche che consentono il drenaggio delle acque superficiali verso l’interno del colle, dove si sono create numerose grotte.

Spesso in corrispondenza di accumuli d’argilla si trovano piccole fonti e stagni, mentre alla base del colle le acque sotterranee riemergono in limpide sorgenti.

Una storia antica

 

Il territorio del Montello per il suo ambiente particolarmente favorevole è stato frequentato nel tempo antico dalla lontana preistoria con continuità sino all’età romana.

Raccontano questa storia le vestigia di piccoli villaggi fortificati detti castellieri e gli importanti reperti esposti nei musei.

Numerose sono le testimonianze lasciate dalla civiltà del Veneti Antichi nell’età del Ferro con importanti reperti legati all’arte della lavorazione dei metalli, soprattutto nella cittadina di Montebelluna.

Necropoli, tracce di edifici, e preziosi reperti tra cui oggetti in vetro e una statua di Artemide attestano la presenza dell’uomo nel Montello in epoca romana.

 

Dalla Repubblica di Venezia alla Prima Guerra Mondiale

Il Montello è per gran parte coperto da boschi: anche se oggi le essenze forestali sono molte e diverse, questo luogo era un tempo uno dei boschi di roveri che la Serenissima sfruttava per l’Arsenale marittimo, e per questo era gelosamente custodito e tutelato.

La storia più recente ha visto il Montello e il Piave quali scenari di importanti battaglie durante il primo conflitto mondiale.

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